Ancora sull’implantologia.. o sugli impianti dentali

Abbiamo deciso di tornare sull’argomento delle differenti tecniche implantologiche o, più facilmente, sugli impianti dentali; lo facciamo, come sempre, perchè le persone possano avere una migliore comprensione di ciò che viene loro proposto ma troppo spesso in modo, diciamo, “superficiale”.

 

Un caso eclatante, recentissimo, ci è capitato con una persona a cui era stata proposta una soluzione con carico immediato (“togliamo 20 denti, mettiamo 8 impianti e 24 corone: in 2 ore hai una bocca tutta nuova!”) in queste condizioni:

– la radiografia mostrava un’evidente mancanza di osso su tutta l’arcata (altezza osso circa 7 mm)

– non è stata effettuata/visionata nè richiesta una tac o Dentalscan

– non è stata proposta una visita personale per appurare la reale fattibilità della soluzione

 

Quanto sopra di per sè fa riflettere.

 

E allora qualche breve considerazione:

– Di fronte a una qualità ossea scadente, oltre ad una ricostruzione ossea, può essere necessario un numero di impianti maggiore per garantire un adeguato sostegno alla protesi (fissa o mobile)

– alcune tecniche possono o meno essere utilizzate

– si parla molto di carico immediato (posizionamento immediato delle protesi dopo l’inserimento degli impianti); parrebbe scontato che questa tecnica dipenda dalla quantità e qualità dell’osso dove vengono posizionati oltre che dal numero e dal tipo degli impianti utilizzati; inoltre, se si posizionano solo 4 impianti, ove fino a poco tempo prima se ne posizionavano 6/8/10, dovrebbe essere altrettanto scontato che l’osso stesso debba poter supportare impianti di lunghezza e diametro adeguati.

– altra tecnica molto in voga è la cosiddetta all-on-four. Ciò che spesso non viene detto, è che possono esservi due problematiche: 1) il margine di errore che può determinare l’imprecisione della protesi/corone quando vengono  posizionate e fissate agli impianti appena inseriti; 2) il numero ridotto degli impianti: la loro sollecitazione è molto elevata e, ad oggi, non sembra essere conosciuta scientificamente la durata a lungo termine di questa soluzione. –

– vi è poi un’altra tecnica attuale: implantologia a cielo chiuso o transmucosa: metodica meno invasiva, anche questa però ad alto rischio di insuccesso laddove quantità e qualità di osso non siano elevate; questa tecnica non può essere associata ad una rigenerazione o ricostruzione dell’osso.

 

Vale sempre il consiglio generale: chiedere – informarsi… anche a costo di sembrare pedanti: è la vostra salute e sono i vostri soldi!

 

www.dentalgroup.it

 

 

Ancora sull’implantologia.. o sugli impianti dentaliultima modifica: 2011-08-14T12:34:23+00:00da dentalgroup
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